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Cambio spesso argomento: a me piace guardare tutto, parlare di tutto. Ma non si tratta di tuttologia, perché io non sono esperto di niente: non capisco assolutamente nulla di sport, o di politica. Cerco di far emergere dalle persone quello che hanno dentro. Il mestiere è bello per questo: mi ha consentito di incontrare tutti, dai politici ai terremotati, dai cantanti agli sportivi.

[OPERA]

Dopo le prime esperienze sportive, passai alla politica, sempre con il "Tempo". Era un giornale di destra a livello nazionale, ma aperto. Tanto è vero che a livello locale, e parlo dell'Aquila, sostenevamo il centro-sinistra. Comunque, sia i missini sia i comunisti se volevano comunicare qualcosa telefonavano a me, perché garantivo fin da allora la par condicio.

[BIBLIOGRAFIA]



La redazione del "TEMPO" negli anni '60
Io non riesco a scrivere niente che non abbia visto. Non riesco ad inventare. Non ho un vero archivio. Non riesco a lavorare copiando quello che hanno scritto gli altri.
  VIDEO: Porta a porta     
Nel '76 mi fu offerto di essere il primo notista politico della RAI: rifiutai, perchè mi terrorizzava l'idea di passare le mie giornate a Montecitorio. Io non sono un cronista politico, sono un cronista e basta.



Con Massimo D'Alema

La politica non è qualcosa di staccato dal nostro futuro, dalla vivibilità delle nostre città, dal nostro sistema sanitario, fiscale e scolastico.
Per questo mi appassiona.
Cerco di raccontare la politica perché adesso sta trasformando l'Italia, ma nel momento in cui l'Italia fosse sistemata e si parlasse solo di grandi amori, allora mi dedicherei ai grandi amori: cioè alla cosa che in quel momento è più importante.

[BIBLIOGRAFIA]
   

Con Gianfranco Fini

Il mestiere l'ho imparato sul campo.

Sono stato educato a fare il giornalista da certi vecchi mascalzoni della cronaca nera.
Mi hanno insegnato che bisogna farsi dare tutte le fotografie dello scomparso perché la concorrenza, quando arriva, non ne trovi più.

Io non sono stato mai capace di rubarle, ma sono stato abbastanza capace di convincere i famigliari a darmele.

[BIOGRAFIA]