Il tapiro, conferito a Vespa
dal programma Striscia la notizia

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La notizia è il racconto di un fatto rilevante. Quello che "fa notizia" è quello che interessa il pubblico dei telespettatori e dei lettori.


Il giornalista è bravo quando riesce a trovare più notizie in un insieme di materiali vili, un po' come facevano i cercatori d'oro che trovavano ogni tanto una pepita.

[BIBLIOGRAFIA]   



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La differenza tra un giornalista e uno che non lo è, è che il giornalista dovrebbe capire dove sta la notizia.

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Il pubblico si ricorda una sola cosa. La trasmissione può durare anche un'ora, ma il messaggio che resta è uno e spesso lo si scopre alla fine.



Le notizie durano pochissimo.
Giustamente Montanelli dice che non c'è niente di più vecchio del giornale di ieri. Ma ci sono poi anche le notizie che diventano storia: il giornalista che fa anche libri deve capire quali sono.


    

I miei libri sono come un giallo in cui il cadavere e l'assassino materiale sono noti fin dall'inizio; la prima scena è nota.
Ma al mandante e alla trama che hanno portato quella conclusione si arriva alla fine.
Per ricostruire un avvenimento o uno scenario faccio molti colloqui e, in genere, ogni persona che incontro aggiunge e suggerisce un'interpretazione.

Con me parlano tutti volentieri, perché i libri sono più durevoli dei giornali e quindi le persone vogliono starci, vogliono dire la loro, direttamente o indirettamente vogliono rendere noto il loro punto di vista.

[SCONTRO FINALE]
I pittori che mi emozionano di più sono Caravaggio e Mantegna, perché riescono a raccontare le cose che raccontano tutti in maniera diversa.

Caravaggio racconta la notizia: con la luce e la disposizione dei corpi ti conduce verso la notizia. Mantegna fa un Cristo morto che è totalmente diverso da quello tradizionale che gli avevano commissionato.

Come un articolo: è meglio farlo pulitino o con un taglio trasgressivo in cui finalmente dici quello che pensi?

[BIBLIOGRAFIA]

   La decollazione del Battista, Caravaggio