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L'elezione di
Giovanni Paolo II fu
la notizia più importante
della mia carriera.
Mi ricordo bene quando
nel '78 diedi l'annuncio
della sua elezione.


Con Giovanni Paolo II da direttore del TG1,
insieme alla moglie Augusta Iannini


[BIBLIOGRAFIA]

Ripetei: "È polacco".
Nessuno lo conosceva
e io l'avevo conosciuto
l'anno prima:
una grande emozione.
Gridai: "È il primate
di Cracovia!", sbagliando
perché il primate di
Cracovia non esiste.
Nonostante non sia più un ragazzo, sono ancora molto innamorato del mio mestiere.
Credo di essere stato l'unico a lasciare una poltrona di direttore
per tornare a fare il cronista.

Mi ricordo l'intervista a Saddam Hussein: era simpatico, poco telegenico,
elegante e di notevole fascino.

Il sequestro Moro fu la notizia più traumatica
e più angosciosa che abbia mai dovuto raccontare.


In quella circostanza, la televisione ebbe un ruolo
fondamentale nel mantenere la calma nel paese,
prima ancora che ci fossero le prese di posizione ufficiali.

Riuscii a sopravvivere a quella sterminata diretta,
che iniziò alla nove e trenta del mattino e andò avanti
fino alle due di notte, proprio perché non ero preparato:
in questi casi il pubblico si rende conto che sei indifeso,
che sei uno di loro.

[BIBLIOGRAFIA]
Aldo Moro

Aldo Moro
Ignazio Silone

Ignazio Silone
Incontrai Silone nel '64, a Rocca di Cambio, nell'albergo di un mio amico. Avevo vent'anni; lui in Italia stava ancora scontando un isolamento politico-letterario.

Lo intervistai e Silone mi raccontò Uscita di sicurezza. Poi l'ho rivisto; l'ultima intervista è stata molto dolorosa, perché stava così male che l'ho dovuto doppiare:è stata l'unica volta che ho doppiato un italiano.

[BIOGRAFIA]