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A 15 anni Vespa riceve la sua prima tessera da giornalista |
Ho cominciato a 15 anni a fare questo mestiere,
con una serie di articoli sugli aquilani illustri, roba noiosissima. Dopo
passai al "Tempo", dove alternai articoli sul tennis ai soliti sugli aquilani
illustri. Poi feci carriera e passai agli spogliatoi del calcio, e finalmente
al rugby. Credo di essere stato il primo inviato di un giornale non sportivo a seguire il rugby, ma allora la squadra dell'Aquila era forte. [BIOGRAFIA] |
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| Alla
radio, mi innamorai perdutamente di una stenografa dalla voce stupenda, ma che non avevo mai visto. Tutti mi dicevano che era meglio così. Resistetti per dieci anni, poi la conobbi: avevano ragione loro. In realtà non capivo nulla di sport. Per me era un'occasione di costume; a me è sempre piaciuto guardare tutto. |
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| A 18 anni iniziai
a collaborare con la radio. L'Aquila, pur essendo capoluogo di regione, non aveva una sede Rai; ma per salvare la faccia, oltre al corrispondente, volevano un vice, e il vice fui io. Curavo tra l'altro la transitabilità delle strade dell'Abruzzo e del Molise; questo mi aiutò molto quando più tardi incontrai Di Pietro: ci fece familiarizzare meglio. Sono contento di quell'esperienza, perché chi non si è occupato della transitabilità delle strade non può sapere che la gavetta è una cosa meravigliosa. |
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![]() Il pianista russo Svyatoslav Richter |
All'Aquila
c'era una stagione concertistica notevole e io intervistavo i vari direttori
d'orchestra: Rubinstein - Benedetti Michelangeli no, perché mi
avrebbe tirato il microfono dietro - Pollini, che era molto giovane; Richter,
che veniva per la prima volta in Italia. Una volta Richter sparì e il direttore della stagione concertistica, che era un comunista duro e puro, era convinto che l'avessero rapito gli americani. Io lo cercai e lo trovai sotto la pioggia davanti alla facciata cinquecentesca della basilica di San Bernardino: ne uscì un pezzo piuttosto divertente. [BIBLIOGRAFIA] |
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